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Un po’ di chiarezza sul 110%

L’articolo 119 del DL Rilancio, stabilisce una detrazione del 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo.

Nel caso in cui non si optasse per la detrazione fiscale, c’è la possibilità, di optare, alternativamente, per uno sconto sul corrispettivo dovuto o per la trasformazione in credito d’imposta (art. 121)

A CHI E’ RIVOLTO?

Il bonus del 110% è rivolto a:

  • Condomini
  • Persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni ( possono beneficiare delle detrazioni in esame per gli interventi realizzati sul numero massimo di 2 unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio. Quindi è possibile beneficiare del bonus anche sulle seconde case)

  • Istituti autonomi case popolari (IACP), enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica (solo per questa categoria il superbonus si applica anche alle spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022)

  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

  • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge n. 266/91, e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Le disposizioni in esame non si applicano alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A 1, A8 e A9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Per quali interventi?

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno. [CAPPOTTO TERMICO]
  • Interventi sulle parti comuni degli edifici  per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013 a pompa di calore (compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo o con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

  • Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria (impianti a condensazione, a pompa di calore, impianti di microgenerazione, a collettori solari).

  • Installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici

  • Interventi antisismici

L’agevolazione al 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del DL n.63/2013 nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno dei predetti interventi trainanti.

Cosa devo fare per accedere all’agevolazione?

Gli interventi effettuati devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrate mediante l’attestato di prestazione energetica [APE] ante e post intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Quando è necessario il visto di conformità?

Nel caso in cui decidessi di cedere il credito o di optare per uno sconto sul corrispettivo, dovrai richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Pertanto nel caso in cui decidessi di optare per la detrazione fiscale in 5 anni, il visto di conformità non sarà necessario.

Per ogni informazione maggiore o chiarimenti in merito contattami al numero 0444 124 0990

Lavinia Ziggiotto

Credito d’imposta del 30% per chi utilizza i pagamenti elettronici

E’ stato istituito per incentivare i pagamenti elettronici, ecco la nuova iniziativa dell’Agenzia delle Entrate

A CHI E’ RIVOLTO?

Agli esercenti di attività di impresa, arte o professioni

QUAL E’ LA MISURA DEL CREDITO?

Il credito di imposta è pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici (carte di credito, di debito o prepagate).

DA QUANDO SONO CALCOLATE?

In particolare, il credito d’imposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e compensi dell’esercente, relativi all’anno d’imposta precedente, siano di ammontare non superiore a 400.000 euro. 

COME UTILIZZO IL CREDITO?

In compensazione mediante il modello F24

DA QUANDO E’ UTILIZZABILE?

Gli esercenti riceveranno in via telematica (pec o pubblicazione nell’online banking degli stessi) entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento un prospetto descrittivo delle commissioni addebitate per le operazioni di pagamento effettuate da consumatori finali.

COME LO PRESENTO?

Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24 (da presentare attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell’AE), del credito d’imposta in oggetto, l’ Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 6916

Se non ti è chiaro o hai domande ulteriori sono a tua disposizione

Lavinia Ziggiotto

Spengo la mia 1° candelina

COMPIO UN ANNO e lo festeggio come fossero 20.

I 29 luglio del 2019 ho aperto il mio studio “Lavinia Ziggiotto Studio Tributarista”, piena di speranze e con l’adrenalina alle stelle.

Dopo tanti anni da dipendente e socia, meritavo una carriera che mi somigliasse, tutta mia.

Avevo raggiunto un livello di competenze sufficiente per poter fare il salto, anche se il mio modus operandi avrebbe preso una direzione decisamente diversa, da come ero abituata.

Potevo rischiare nel preferire il rapporto umano al numero di clienti.

Suona strano, vero?

Chiunque può chiedersi perché le relazioni possono diventare un fattore di rischio per un’azienda. La risposta sta nei numeri, ( tornano sempre ) e l’equazione è questa:
+ clienti – tempo per loro.

Io volevo l’esatto opposto!

In un anno ne sono successe di cose e recentemente le abbiamo vissute sulla nostra pelle.
Posso confermare che le persone non vogliono essere seguite SOLO per risolvere problemi, vogliono ANCHE essere ascoltate e comprese.

Ho cercato soluzioni ad personam, tentato di vestire i loro panni e camminato spesso con le loro scarpe anche se portavano il 44 di piede o avevano un tacco 12.

Ho conosciuto molte persone con storie ordinarie di vita comune e storie pazzesche da sceneggiare. Grazie a loro sono cresciuta.

Non punto su un portafoglio di clienti copioso, piuttosto su un bagaglio ricco di storie, di emozioni che mi arricchiscono ogni giorno e confermano che la scelta del 29 luglio di un anno fa è stata quella giusta.

Continuerò restando fedele al mio credo: NON SI VIVE DI SOLO LAVORO

La mia famiglia viene prima di tutto e di tutti, sono una mamma imprenditrice con dei valori radicati che non intendo tralasciare per il Dio Denaro.

Forse è il motivo per cui ho creato empatia con ognuno dei miei clienti, comprendo le difficoltà quotidiane, i momenti di crisi e le preoccupazioni che viviamo ogni giorno.

Il mio compito è quello di rendere la vita più serena, mettendo in campo le mie competenze e l’abilità nello scovare quel benedetto ago nel pagliaio che risolve ogni cosa.

Ringrazio di cuore la mia famiglia che ha compreso appieno il percorso che ho intrapreso, i miei collaboratori sempre disponibili a sostenermi, i miei clienti che pazientemente hanno creduto nella risoluzione di molti problemi.

Auguro a me stessa altri 100 anni di carriera e spengo la mia prima candelina con un sorriso, dedicando questo momento a tutti voi.

GRAZIE DI CUORE

Lavinia Ziggiotto

Come verifico la ricevuta del bonus 600 euro?

Come verificare se la domanda inoltrata all’Inps del bonus 600 euro è stata messa in pagamento: per la procedura devi avere il pin completo.

Ecco i passaggi da farsi:

  • ENTRA NEL SITO DELL’INPS, SULLA BARRA IN ALTO DIGITA “FASCICOLO PREVIDENZIALE DEL CITTADINO” E APRI IL PRIMO RIQUADRO SULLA SINISTRA
  • AUTENTICATI CON IL TUO CODICE FISCALE E IL CODICE PIN
  • DA QUESTA SCHERMATA VAI SUL MENU’ A SINISTRA, CLICCA SU PRESTAZIONE E POI PAGAMENTI. QUI TROVI LA DATA DI VALUTA E LA BANCA DOVE TI VERRA’ ACCREDITATA L’INDENNITA’ DEI 600 EURO

Se dovessi avere problemi contattami allo 0444.1240990 o inviami una mail a segreteria@studiozl.it

Lavinia Ziggiotto

BONUS 600 EURO ECCO COSA FARE

Con circolare del 30/03/2020 n. 49, l’INPS ha fornito informazioni in merito al bonus dei 600 euro per l’emergenza CODID-19

1. Liberi professionisti e lavoratori con rapporto di co.co.co.

Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, prevede una indennità a favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data.

In particolare, l’indennità, è rivolta ai liberi professionisti, titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. I predetti soggetti, ai fini dell’accesso all’indennità di cui trattasi non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere iscritti, alla data di presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie.

La predetta indennità è altresì riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla medesima data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, non titolari di trattamento pensionistico diretto e non iscritti, alla data di presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie. I collaboratori coordinati e continuativi destinatari della disposizione in argomento devono, quindi, essere iscritti in via esclusiva alla Gestione separata con il versamento dell’aliquota contributiva in misura pari, per l’anno 2020, al 34,23%.

Per i lavoratori come sopra individuati è prevista la corresponsione di una indennità per il mese di marzo 2020 pari a 600 euro. Detta indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Il comma 2 del citato articolo 27 prevede che l’indennità in questione è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa nelle modalità ivi previste, comunicando i risultati di tale attività al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’Economia e delle finanze.

2. Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’AGO (Compresi artigiani e commercianti)

L’articolo 28, comma 1, del citato decreto-legge n. 18/2020 prevede una indennità a favore dei lavoratori iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni. Nell’ambito di applicazione sono ricomprese le figure degli imprenditori agricoli professionali iscritti alla gestione autonoma agricola, nonché i coadiuvanti e coadiutori artigiani, commercianti e lavoratori agricoli iscritti nelle rispettive gestioni autonome.   La prestazione è riconosciuta alle categorie di lavoratori di cui sopra, a condizione che non siano titolari di trattamento pensionistico diretto e che non siano iscritti, al momento della presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma

26, della legge n. 335/1995. Tra i beneficiari sono compresi anche i soggetti obbligatoriamente iscritti alla gestione autonomi commercianti oltre che alla previdenza integrativa obbligatoria presso l’Enasarco.

Per i lavoratori come sopra individuati è prevista la corresponsione di una indennità per il mese di marzo 2020 pari a 600 euro. Detta prestazione non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Il comma 2 del citato articolo 28 prevede che l’indennità in questione è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 2.160 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa nelle modalità ivi previste, comunicando i risultati di tale attività al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’Economia e delle finanze.

 3. Lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

L’articolo 29, comma 1, del decreto-legge n. 18/2020 prevede una indennità per il mese di marzo 2020 a favore dei lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali.

In particolare, la citata disposizione normativa è rivolta ai lavoratori dipendenti con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del predetto decreto-legge, che non siano titolari di trattamento pensionistico diretto e che alla data del 17 marzo 2020 non abbiano in essere alcun rapporto di lavoro dipendente.

Per i lavoratori come sopra individuati è prevista la corresponsione di una indennità, per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro. Detta prestazione non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Fermi restando i requisiti legislativamente individuati, come sopra esposti, si precisa che l’indennità in argomento è rivolta esclusivamente ai lavoratori con qualifica di stagionali, il cui ultimo rapporto di lavoro sia cessato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che detta cessazione sia avvenuta con un datore di lavoro rientrante nei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali.

Trattandosi, infatti, di una disposizione applicabile esclusivamente ad una specifica categoria di lavoratori, si è reso necessario individuare in via preliminare le attività economiche di interesse e la categoria di lavoratori destinatari della predetta indennità.

A tal fine – tenuto conto che l’Istituto, cui l’articolo 49 della legge 9 marzo 1989, n. 88, attribuisce la titolarità della classificazione previdenziale dei datori di lavoro, provvede all’inquadramento aziendale attraverso l’assegnazione di un Codice Statistico Contributivo (CSC) che identifica il settore di riferimento in relazione all’attività effettivamente esercitata dall’azienda – sono stati individuati, in base alla catalogazione ISTAT di cui alla Tabella ATECO 2007, i codici CSC associabili alle attività inerenti ai settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali.

4. Lavoratori del settore agricolo

Tra le misure adottate per il sostegno ai lavoratori a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, il decreto-legge n. 18/2020, all’articolo 30, prevede il riconoscimento di una indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro, in favore degli operai agricoli a tempo determinato. Nell’ambito di applicazione rientrano anche le figure equiparate di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334 (piccoli coloni e compartecipanti familiari).

L’indennità, che non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR, può essere riconosciuta, previa domanda, ai menzionati lavoratori agricoli, purché abbiano svolto nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo e purché non siano titolari di trattamento pensionistico diretto. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

L’indennità in parola è erogata, nel limite di spesa di 396 milioni di euro per l’anno 2020, dall’INPS, ch provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa nelle modalità ivi previste, comunicando i risultati al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

5. Lavoratori dello spettacolo

L’articolo 38, comma 1, del decreto-legge in esame prevede una indennità a favore dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo.

Possono accedere alla prestazione di cui al citato articolo 38, comma 1, i lavoratori iscritti al predetto Fondo, non titolari di trattamento pensionistico diretto, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 allo stesso Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, da cui deriva nel medesimo anno 2019 un reddito non superiore a 50.000 euro.

I predetti lavoratori, inoltre, ai fini dell’accesso all’indennità in questione, non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020, di entrata in vigore del decreto-legge n. 18/2020.

Per i lavoratori come sopra individuati è prevista la corresponsione di una indennità per il mese di marzo 2020 pari a 600 euro. Detta prestazione non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR.

Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Il comma 2 del citato articolo 38 prevede che l’indennità in questione è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 48,6 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa nelle modalità ivi previste, comunicando i risultati di tali attività al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’Economia e delle finanze.

Incumulabilità ed incompatibilità tra le indennità di cui al decreto-legge n. 18/2020 e altre prestazioni previdenziali:

L’articolo 31 del decreto-legge n. 18/2020 dispone che le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del medesimo decreto non sono tra esse cumulabili e che le stesse non sono altresì riconosciute ai percettori del reddito di cittadinanza.

Le indennità in esame sono altresì incompatibili con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive ed esonerative della stessa, degli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, ed al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, nonché con l’indennità di cui all’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e ss.mm.ii. (c.d. Ape sociale).

Le indennità di cui ai predetti articoli 27, 28, 29, 30 e 38 sono anche incompatibili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.

L’indennità di cui all’articolo 27, a favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA e dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, è compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL. Pertanto, i collaboratori coordinati e continuativi possono accedere, in presenza di cessazione involontaria del rapporto di collaborazione e degli ulteriori requisiti legislativamente previsti, alla prestazione DIS-COLL indipendentemente dalla fruizione della indennità di cui all’articolo 27 del citato decreto-legge.  

L’indennità di cui all’articolo 29, a favore dei lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché l’indennità di cui all’articolo 38, a favore dei lavoratori dello spettacolo, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di disoccupazione NASpI. Pertanto, i lavoratori stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali ed i lavoratori dipendenti dello spettacolo possono accedere, in presenza di cessazione involontaria del rapporto di lavoro e degli ulteriori requisiti legislativamente previsti, alla prestazione NASpI indipendentemente dalla fruizione delle indennità di cui agli articoli 29 e 38 del decreto-legge n. 18/2020.

Infine, in analogia a quanto previsto per la prestazione di disoccupazione NASpI, le indennità di cui ai richiamati articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge n. 18/2020 sono compatibili e cumulabili con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale – di cui all’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 – nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.

Come fare la domanda

1 – VAI SUL SITO DELL’INPS

2 – ENTRA IN MY INPS TRAMITE AUTENTICAZIONE CON IL TUO CODICE FISCALE E IL CODICE PIN (BASTA LA PRIMA PARTE RICEVUTA PER SMS)

3 – SULLA BARRA IN ALTO DIGITA “PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO”, E APRI IL PRIMO RIQUADRO IN ALTO A SINISTRA

4 – POI CLICCA SU “INDENNITA’ COVID 19” E COMPILA CON I DATI RICHIESTI

“Cura Italia” le ultime novità da sapere

Gentile Cliente,

Ieri, 17 marzo, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 18 “Cura Italia” per l’emergenza da Covid-19.

Riassumiamo quindi, le principali novità:

  • Adempimenti fiscali e contributivi scadenti dal 08/03/2020 al 31/03/2020, prorogati al 31 Maggio per le imprese, autonomi e professionisti sotto i 2 milioni di ricavi. Si potrà decidere di pagare tutto in un’unica soluzione o rateizzabile in 5 rate. (Rientrano quindi, versamenti iva, addizionali irpef ritenute alla fonte, contributi previdenziali e assistenziali, premi dell’assicurazione obbligatoria…)
  • Tutti gli adempimenti tributari scadenti dal 08/03/2020 al 31/05/2020 diversi dai versamenti, prorogati al 30/06/2020 come ad esempio la dichiarazione annuale iva, che slitta quindi dal 30 Aprile al 30 Giugno. Rimangono invariati i termini per l’invio dei dati relativi alla dichiarazione precompilata (come le certificazioni uniche in scadenza il 31/03/2020)
  • La sospensione dei versamenti delle ritenute e degli adempimenti in materia di contributi, previdenziali e assistenziali, alle imprese del settore turistico, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche, alle ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, attività di ristorazione, gelateria, pasticcerie, bar e pub, in scadenza dal 2 marzo al 30 aprile, vengono prorogate al 31 Maggio. Il pagamento potrà essere fatto in un’unica soluzione o sempre in 5 rate.
  • Vengono sospesi i versamenti scadenti dal 08/03/2020 al 31/05/2020 relativi a cartelle di pagamenti, avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’agenzia delle entrate, avvisi di addebiti emessi dall’Inps, atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ingiunzioni e atti esecutivi emessi dagli enti locali. I versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 30/06/2020
  • Si dovrà procedere con il versamento in un’unica soluzione entro il 31/05/2020 della rata della rottamazione ter scaduta il 28/02/2020 e della rata del saldo e stralcio in scadenza il 31/03/2020
  • Con la presentazione di un’apposita dichiarazione, i compensi percepiti fino al 31/03/2020 dai soggetti con ricavi o compensi inferiori ai 400.000 euro non sono soggetti a ritenuta d’acconto. Rimangono esclusi, chi nel mese precedente ha sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente. Le ritenute dovranno essere versate entro il 31/05/2020 e si avrà la possibilità di rateizzare in 5 rate
  • Vengono sospesi dal 08/03/2020 al 31/05/2020 i termini delle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso e i termini per fornire risposte alle istanze di interpello e consulenza fiscale
  • E’ riconosciuto a favore di imprese e professionisti un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un massimo di 20.000 euro. Si attende un successivo decreto con le disposizioni attuative
  • Per gli esercenti attività d’impresa, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, per gli immobili in categoria C/1, tranne per le attività rimaste aperte in quanto essenziali (supermercati, farmacie….)
  • Erogazioni liberali in denaro, effettuate per il contenimento e gestione dell’emergenza COVID19, sono detraibili dal reddito delle persone fisiche al 30% per un massimo di 30.000 euro. Per le imprese, l’importo sarà deducibile dal reddito, anche ai fini Irap
  • Viene riconosciuta una indennità una tantum, per il mese di marzo di euro 600,00 ai liberi professionisti, titolari di partita iva, lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, agli operai agricoli a tempo determinato, ai lavoratori dello spettacolo, ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, e ai lavoratori stagionali del settore turismo. Risultano essere esclusi dall’indennità i professionisti iscritti alle Casse di Previdenza private, come ragionieri, consulenti del lavoro, avvocati. E’ stato tuttavia, istituito un fondo per il reddito di ultima istanza per coprire tutti gli esclusi, compresi i professionisti iscritti agli ordini
  • Per i lavoratori autonomi e liberi professionisti, sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa, dietro presentazione di un’autocertificazione attestante la perdita, in un trimestre successivo al 21/02/2020 di oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019.
  • Le rate dei prestiti accordarti con le banche o altri intermediari finanziari alle Pmi e alle microimprese, sono sospese fino al 30/09/2020. La data di restituzione di prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30/09/2020 dovrà essere rinviata fino al 30 settembre. Le linee di credito accordate “sino a revoca”, e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti, non possono essere revocati fino al 30 settembre. Si dovrà produrre un’autocertificazione con la quale si attesta di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epimedia da COVID19
  • Premio di 100 euro per il mese di Marzo ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a lavorare nella sede di lavoro, per chi non supera i 40.000 euro l’anno. Tale premio è esentasse, sarà rapportato ai giorni di lavoro in sede, ed erogato con la busta paga di Aprile o comunque entro il conguaglio di fine anno
  • Rinvio per l’approvazione del bilancio 2019 delle società di capitali, che passa quindi da 120 giorni a 180 giorni. Pertanto la chiusura dei conti 2019, potrà essere fatta entro il 30 Giugno. E’ possibile prevedere che i soci intervengano mediante mezzi di telecomunicazione, non è necessario quindi che il presidente, segretario o notaio si trovino nello stesso luogo.
  • Cassa integrazione in deroga fino a nove settimane, per tutti i lavoratori di imprese, anche sotto i 6 dipendenti, incluso il settore agricolo. Per la cassa integrazione ordinaria, è stata introdotta una causale unica “emergenza Covid-19”, per semplificare le procedure
  • Per la legge 104, si potrà chiedere 12 giorni in più di permesso sia per il mese di Marzo che di Aprile
  • Congedi genitoriali per i figli. Per i genitori con figli minori di 12 anni l’indennità sarà di massimo 15 giorni da utilizzare tra i due genitori non contemporaneamente e sarà pari al 50% della retribuzione.  Per i genitori con figli tra i 12 e i 16 anni, sarà riconosciuto un congedo speciale non retribuito. Per chi non usufruirà dei congedi genitoriali con figli sotto i 12 anni, potrà richiedere un voucher baby-sitter, nel limite massimo di 600 euro. L’importo sale a 1.000 euro per medici, infermieri, tecnici sanitati e ricercatori.

Se hai bisogno di maggiori informazioni scrivimi all’indirizzo mail

segreteria@studiozl.it
Lavinia Ziggiotto

Ti spiego cos’è la Pec e perché devi averla

La PEC è una raccomandata a tutti gli effetti, la prima cosa che devi sapere è che se hai la PARTITA IVA è obbligatoria.

Le notifiche dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS, della Camera di Commercio o varie ed eventuali, non ti verranno più consegnate dal postino, bensì arriveranno via mail attraverso L’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA, quindi la PEC.

Ha un costo fisso che può andare dai 6 euro ai 30 annuali, molto meno rispetto al costo di invio di una raccomandata tenendo conto che puoi inviare la Pec ogni volta che vuoi.

Dopo aver inviato la PEC, il sistema genera una ricevuta di consegna, questa ha il valore della firma che veniva apposta nel momento in cui la persona ritirava la raccomandata dal postino, oggi in tempi molto più veloci, è pressoché immediata, dopo l’invio!

Nel caso in cui non fosse possibile recapitare il messaggio, ad esempio perché l’indirizzo Pec che ho inserito è errato, il sistema mi genera una ricevuta di Mancata consegna.

L’indirizzo della Pec viene registrato presso la Camera di Commercio, o per i professionisti vengono comunicati direttamente dall’Ordine o dall’associazione di categoria appartenente, e pubblicati sul sito INI PEC del Ministero dello Sviluppo Economico.

 Di solito il tuo commercialista controlla la Pec per te, per cui non ti devi preoccupare di vedere la posta, è un servizio che, ad esempio, io faccio ai miei clienti.

Mi raccomando chiedi al tuo commercialista se fa questo servizio altrimenti potresti trovarti con tante brutte sorprese.

Ciao

Lavinia Ziggiotto

Le regole del commercio elettronico indiretto alias vendite on line

Al giorno d’oggi si mira ad espandersi sempre più fuori dal territorio nazionale attraverso la vendita online.

Siamo convinti che aprendo un canale virtuale di vendita aumenteremo i nostri profitti così, molte aziende, si precipitano da tecnici pronti a instaurare negozi e vetrine virtuali.

Non è una cosa facile, te lo dico subito, altrimenti lo faremmo tutti, non credi?

Le difficoltà fiscali sono tante, cercherò con questo articolo di spiegarti le principali casistiche della vendita online:

Parlerò di COMMERCIO ELETTRONICO INDIRETTO, in pratica tutto il commercio di beni materiali.

Maggiori informazioni

Posso usufruire delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione anche senza la comunicazione di inizio lavori presso il Comune?

LA RISPOSTA E’ SI’ !

Ti spiego come fare.

Esistono una serie di detrazioni fiscali, che puoi beneficiare nel tuo 730, ma se ti fermi a leggere le istruzioni dell’agenzia delle entrate, sembra che tali detrazioni siano vincolate sempre ad una pratica presso il Comune..

poi se ti rivolgi al Comune, non vuole l’apertura della pratica perché è considerata come edilizia libera… quindi perdi le detrazioni??

No!!!

L’agenzia delle entrate si è espressa con un interpello, specificando che per tutti i lavori in edilizia libera, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con indicata la data di inizio lavori e che i lavori rientrano tra quelli agevolabili.

Tale dichiarazione può essere compilata in carta semplice e deve essere tenuta agli atti in caso di verifica da parte dell’agenzia delle entrate.

Ti consiglio quindi, nel momento in cui decidi di avviare dei lavori di ristrutturazione nella tua abitazione, di rivolgerti sempre a un consulente tecnico (geometra, architetto….) che verificherà presso il tuo Comune se la pratica necessita di eventuali documenti o se ritenuta in edilizia libera, quindi senza aperture di pratiche… nel caso in cui sia ritenuta in edilizia libera ti basterà una semplice dichiarazione per usufruire poi delle detrazioni fiscali!

Contattami se vuoi avere maggiori informazioni, sono a tua disposizione per spiegarti al meglio la nuova situazione.

Lavinia Ziggiotto

Opzione Donna 2020 ecco cosa devi sapere

RISPONDO A FABIANA CHE MI CHIEDE SPIEGAZIONI DEL DECRETO “OPZIONE DONNA” 2020 PER LA PENSIONE

Mi è stato chiesto da Fabiana come funziona “Opzione Donna” 2020,

Lei vuole andare in pensione anticipata avendo raggiunto tutti i requisiti nel 2019, ovvero l’aver compiuto 59 anni e l’aver versato 35 anni di contributi.

Vediamo subito quali sono i requisiti necessari per la pensione anticipata per la donna:

• Per dipendenti autonome: 59 anni di età e 35 anni di contributi
• Per dipendenti : 58 anni di età e 35 anni di contributi.


In prima analisi Fabiana può godere dell’Opzione Donna, peccato che…

Fabiana, l’ho chiamata così per tutelare la sua privacy, è venuta da me con tante speranze e un sorriso sulle labbra.

E’ stanca dopo tanti anni di lavoro e finalmente al compimento di 59 anni, nel 2019, ha deciso di godere della pensione anticipata.

E’ una bella donna e nel pieno delle sue energie, mentre ascoltavo le sue motivazioni, ho compreso che voleva dedicare il resto della sua vita alla sua passone: viaggiare.

Tutto bello, se non fosse stato che era mio dovere informarla sui punti oscuri di questa decisione, uno fra tutti, a quanto sarebbe ammontato il taglio dell’assegno pensionistico.

Il pensionamento anticipato prevede un ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo e una riduzione mensile del 25-35%

Si arriva a perdere il 40% per le lavoratrici con metodo retributivo o misto, l’esempio è proprio quello di Fabiana.

Lei ha iniziato a lavorare molto giovane e ha maturato un importo alto, ma con il sistema retributivo, purtroppo perderà il 40% del suo assegno mensile.

Per capire perfettamente a quanto ammonterà la sua pensione ho dovuto fare una ricostruzione della sua carriera lavorativa.

Ho rivisto Fabiana e le ho dato la brutta notizia: se avesse accettato di andare in pensione anticipata il suo assegno mensile sarebbe stato di soli 412 euro al mese.

Fortemente delusa ha deciso di rimandare la sua decisione e la capisco benissimo.

Fabiana mi ha dato lo spunto per scrivere un altro articolo dedicato alla differenza ancora tanto presente nel mondo lavorativo tra uomini e donne.

Lavinia Ziggiotto