Premessa

L’obiettivo che devi avere nel momento in cui cedi gratuitamente un prodotto da te realizzato, è l’incremento delle vendite, pertanto ciò dovrà avere finalità promozionale e di propaganda. 
Nulla a che vedere con il rafforzare l’immagine della tua azienda, inteso quindi dall’Agenzia delle Entrate come cessione di un omaggio. Tale sottile differenza a livello fiscale è importante, due discipline diverse ai fini dell’iva e delle tasse.

Come fatturare il campione gratuito?

Il campione gratuito, per le finalità di cui in premessa, è escluso dal campo dell’applicazione IVA ai sensi dell’art. 2, comma 3 lett. d) DPR 633/72, se ricorrono le seguenti 3 condizioni: 

1. I campioni devono avere un modico valore
2. Devono formare oggetto dell’attività imprenditoriale
3. Devono essere contrassegnati

COSA SI INTENDE PER MODICO VALORE?

Partendo dal fatto che il concetto di modico valore a mio parere è molto soggettivo, le indicazioni che l’amministrazione finanziaria ha fornito, è che occorre fare riferimento al concetto di prezzo unitario dell’articolo.
Non per questo il prodotto che cedete deve essere di qualità inferiore rispetto a quelli commercializzati dall’azienda.
Nel caso di cessione di una molteplicità di campioni, si deve far riferimento al singolo bene ceduto a condizione che i destinatari siano diversi. 

BENI OGGETTO DELL’ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE

Per il fatto che la cessione dei campioni gratuiti, deve avere come scopo principale l’incremento delle vendite, tali prodotti devono essere “beni merce” dell’azienda.
Ricollegandomi alla premessa, nel caso in cui voglio invece rafforzare l’immagine della mia azienda, ad esempio a Natale con gli omaggi, tali beni non saranno visti come cessione di campioni gratuiti, ma bensì come omaggi, pertanto rientreranno nella disciplina delle spese di rappresentanza. 

COME POSSO CONTRASSEGNARE I CAMPIONI? 

Non è ammesso l’applicazione di una etichetta adesiva, bensì su ciascun prodotto deve essere apposto in maniera indelebile un apposito contrassegno tramite perforazione, marcatura visibile o qualsiasi altro procedimento idoneo a contraddistinguere il prodotto. 

L’invio dei campioni essendo un’operazione esclusa da campo dell’applicazione IVA, non ha l’obbligo di emissione del DDT e pertanto nemmeno dell’emissione della fattura.
Tuttavia consiglio, per una migliore gestione amministrativa e soprattutto per una prova con l’amministrazione finanziaria in caso di controllo, di emettere sia il DDT che la fattura.
Nella descrizione sarà sufficiente indicare “cessione di campioni gratuiti – operazione fuori campo iva ai sensi dell’art. 2 comma 3, lett. d) DPR 633/72”.

FATTURA N. 1 DEL 20/09/2019 € 0,00
Cessione di campioni gratuiti
Operazione fuori campo iva ai sensi dell’art. 2 comma 3 lett. d) DPR 633/72

A presto

Lavinia Ziggiotto

Category
Tags

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *