Tutti gli articoli di Lavinia Ziggiotto

Come complicare la vita ai pensionati

Quando devo dare queste notizie mi piange il cuore, soprattutto perché non fanno altro che complicare la vita a chi non lo merita. Mi riferisco alla la categoria dei nonni e dei pensionati.

Questa ultima novità interessa il 730

Di solito i nonni sono abituati a pagare tutto con il contante, hanno magari un conto corrente bancario o postale per il deposito della pensione, ma spesso non è collegato a un bancomat o a carte di credito.

Da quest’anno però qualcosa cambia, anche loro dovranno adeguarsi.

Qual è il pericolo se non lo fanno?

Se non lo fanno, dal 730 non riceveranno più nessun rimborso.

Tutte le spese che si portano in detrazione nel 730 dovranno essere pagate con metodi tracciabili, quindi bonifico, pos, carta di credito e via discorrendo.

 Ecco le spese interessate:

  • Spese di istruzione: scolastiche, universitarie etc.
  • Attività sportive praticate dai ragazzi: piscina, danza, calcio, tennis e simili.
  • Spese funebri: non solo quelle sostenute per familiari, ma anche per persone non legate come parentela.
  • Addetti all’assistenza personali: per esempio le badanti.
  • Spese mediche: visite specialistiche come il dentista, centri analisi privati e simili.

Cosa posso pagare in contanti con il nuovo ordinamento?

Le spese mediche sostenute con il servizio sanitario nazionale o eseguite in ospedale, queste possono essere pagate in contanti.

Quindi anche il ticket in ospedale.

Possono pagare in contante il pagamento dei medicinali, farmaci e dispositivi effettuati in farmacia.

E poi…?

Per poter detrarre le spese dovranno conservare anche la ricevuta di pagamento, quindi non dovranno più buttare lo scontrino, POS, ma dovranno consegnarlo assieme a tutte le altre spese.

Divulga la notizia a chi pensi abbia bisogno di essere informato.

Se vuoi saperne di più, contattami, sono a disposizione per spiegarti meglio come procedere senza incappare in errori e trovarti poi a dover rimediare.


Chiama lo 0444 124 0990

Lavinia Ziggiotto

CI SIAMO, PRONTI PER L’ULTIMA SCADENZA DELL’ANNO?

E’ fine anno e prima di chiudere un altro anno fiscale ti aspetta un’ultima scadenza dopo l’imminente IMU e TASI.

L’acconto IVA!

ECCO CHI NON DEVE PAGARLA

  • Chi registra solo operazioni esenti o non imponibili;
  • Chi si avvale di regimi particolari Iva,
  • Regime forfettari o dei minimi
  • I soggetti che hanno iniziato quest’anno o cessato entro il 30 settembre la loro attività
  • Coloro che nell’anno precedente hanno avuto un credito d’imposta o un debito d’imposta inferiore a 117,38 euro.

COME SI CALCOLA L’ACCONTO IVA

Ci sono tre metodi per calcolare l’acconto Iva

  • Il metodo storico: l’importo viene calcolato in misura pari all’88% del saldo a debito risultante dalla dichiarazione Iva del 2018.

Diciamo che questo metodo è vantaggioso nel caso in cui quest’anno hai aumentato il tuo fatturato, in quanto l’acconto essendo riferito al 2018, ti concede un po’ più di tempo per prepararti al saldo, che sarà il 16 marzo 2020, così non devi versare tutto in un’unica soluzione come avviene per gli altri trimestri.

  • Il metodo previsionale: assai difficile da indovinare perché molte volte, le previsioni di fatturato variano rispetto al realizzato.

Tale metodo consente di fare appunto una previsione sull’Iva delle vendite e sugli acquisti e versare anche in questo caso l’88% dell’Iva. Diciamo che è il metodo che uso molto spesso personalmente, per non far anticipare soldi al cliente e poi attendere alcuni mesi prima di recuperarlo.

Ti faccio un esempio per capire meglio:

Il cliente Alfa è a debito dalla dichiarazione Iva 2018 per euro 5.000,00. Utilizzando il metodo storico dovrebbe versarne l’88%, quindi euro 4.400,00.

Le previsioni però dell’ultimo trimestre 2019 sono di un fatturato di euro 3.000,00.

(Non considero quindi nemmeno gli acquisti, preferisco essere prudente.) Calcolando sempre l’88%, il cliente andrà a versare un importo di euro 2.640,00, e poi a marzo verserà il saldo corretto detratto anche dell’Iva sugli acquisti. Così facendo ha evitato di versare l’importo di euro 4.400,00 per poi andare a credito ed aspettare alcuni mesi per tornare in possesso dei soldi anticipati.

E se la previsione fatta risulterà sbagliata?

Nessun problema!

Fortunatamente l’agenzia delle entrate ci da la possibilità di “correggere” eventuali omissioni d’imposta con il sistema del ravvedimento operoso. Pertanto dopo aver verificato a gennaio, effettivamente l’importo dell’Iva a debito, se non dovesse essere capiente l’acconto Iva, con una piccolissima percentuale in più nel versamento puoi ravvedere il tutto e sistemare il pagamento!

  • Il metodo sulle operazione effettuate. Tale metodo, ci consente di pagare come acconto, il 100% dell’Iva a debito maturata sino al 20/12.

Sei obbligato a versare l’acconto Iva?

NO, se il tuo debito è inferiore ad euro 103,29 non sei obbligato al versamento!

Continua a seguirmi in facebook @ziggiottolavinia o sul sito laviniaziggiotto.it resterai informato sulle novità fiscali e ti darò consigli per affrontare al meglio la tua situazione fiscale.

Ps: se volessi una consulenza con me, chiamami al +39 346 660 3551 sarò felice di vederti.

Lavinia Ziggiotto

AVERE IL POS HA I SUOI VANTAGGI? TI SPIEGO PERCHE’ TUTTO IL MAL NON VIEN PER NUOCERE.

Povero POS, ne stanno parlando tutti male, gli imprenditori e le piccole imprese l’hanno messo sulla gogna da mesi.

Costi fissi per il noleggio, costi delle banche per ogni transazione, costi di linea e costi di tempo se per caso qualcosa va storto, il costo emotivo di sentirti un sorvegliato speciale dall’Agenzia delle Entrate, insomma tutto rema contro.

E se ti dicessi che ci sono dei vantaggi ad avere il POS?
L’obbligatorietà del pos, era già nata, ma di fatto era rimasta inattuata per la mancanza di applicazione delle sanzioni.

( ci mancavano )

Nella manovra finanziaria 2020, si parla però molto di incentivi per i consumatori.

INCENTIVI?

Eh già, al fine di incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, a favore dei privati, che effettuano abitualmente acquisti con strumenti elettronici, è previsto un rimborso in denaro.

Ma per i commercianti?

Abbiamo detto all’inizio, che quello che danneggia di più il commerciante sono le commissioni che vengono applicate per l’uso del POS

E’ stato previsto quindi, dal 01/07/2020 un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite carte di credito/ debito o prepagate, sempre se non superate ricavi per 400.000 euro.

Tale credito lo potrai usare in compensazione con il pagamento di altre scadenze, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa.

CHI NE PUO’ BENEFICIARE?

Tutti i soggetti che effettuano cessioni di beni quindi vendita di prodotti, ma anche prestazione di servizi e prestazioni professionali.

Quindi, le categorie di professionisti, artigiani e commercianti!

E se non ti adegui?

Diciamo che hai tempo fino al 01/07/2020 per adeguarti, dopodiché se non accetti pagamenti con carte di debito o di credito sarai sanzionato con una multa pari a € 30,00, + un 4% del valore della transazione.

Facciamo un esempio:

vendo un prodotto a 50 € , il cliente mi chiede di pagare con il bancomat, ma non ce l’ho.

Potrò essere sanzionato per l’importo di €30,00 + 2 € per il valore della transazione.
Quindi su una vendita di € 50,00 ho ricavato 18 €.

Ti stai chiedendo quali sono i vantaggi?

Proprio questi: evitare di non guadagnare perché i soldi che hai preso li devi allo Stato per pagare la multa.

Non è per questo che è meglio adeguarsi?

A presto

Lavinia Ziggiotto

IL FISCO COME UN SEQUEL DI NETFLIX: LEGGI COSA STA PER SUCCEDERE PRIMA CHE SIA TARDI

Il fisco sembra essere un sequel di Netflix, ad ogni stagione un colpo di scena che sconvolge lo spettatore.

Se sei un appassionato di Netflix sai che ogni serie è studiata per creare trepidazione, suspense, shock.

E’ finzione, per questo ti lasci trasportare dagli avvenimenti, inverosimili, che accadono, quando ne hai abbastanza spegni tutto e continui con la tua giornata.

Ma quando la realtà è più impressionante della finzione cosa fai, spingi un bottone? Magari!

Ecco, il fisco sembra il protagonista di una serie che ci prende gusto a stravolgere situazioni che già avevamo faticato a ingerire per quanto amare, vedi lo scontrino elettronico.

Siamo alla fine delle puntate, mancano meno di due mesi e inizierà una nuova stagione, dal 1 gennaio 2020 qualcosa cambierà ancora.

TIENITI PRONTO

Ti spiegherò cosa succederà e quali saranno gli strumenti per non trovarti all’ultimo momento con tante cose da fare, non vorrai salire sul nuovo palcoscenico fiscale e fare scena muta?

Iniziamo a capire cosa cambierà:

SCONTRINO ELETTRONICO PER LE PARTITE IVA, ma non tutte!

Se non sei una partita Iva che ha l’obbligo di emettere al proprio cliente la ricevuta e lo scontrino fiscale, stai tranquillo resta tutto invariato, una buona notizia.

Quindi se emetti fattura non entri nella nuova serie Fisco 2020.

Adesso stai pensando che tu sei un contribuente nel regime forfettario o minimo e non sei incluso?

Mi dispiace comunicarti che anche tu farai parte delle nuove regole 2020.

Potrai usufruire di alcune semplificazioni, come:

• Trasmettere i dati dei corrispettivi entro il mese successivo all’effettuazione dell’operazione

• Assolvere l’obbligo di “memorizzazione giornaliera” continuando a utilizzare i registratori di cassa e a emettere scontrino o ricevuta fiscale, fintanto che non ti doterai del registratore telematico.

• Fino al 30 giugno 2020 le sanzioni non verranno applicate, ma non giocare con il fuoco, scotta!

QUINDI?

Per farla breve, innanzitutto devi contattare la società che gestisce il tuo attuale Registratore di Cassa, ti anticipo che devi essere collegato con una linea internet perché i dati poi verranno trasmessi telematicamente.

Il totale dei corrispettivi registrati alla fine di ogni giorno verrà trasmesso quindi all’Agenzia delle Entrate in modo automatico!

ENTRO IL 1° GENNAIO DOVRAI PROCURARTI

• Un registratore telematico
• Avere una linea internet fissa e stabile

QUELLO CHE NON PUOI FARE E’ NON RISPETTARE LE NUOVE REGOLE

Sarai punito con una sanzione amministrativa o accessoria se le infrazioni verranno commesse più volte e saranno dolori, credimi.

A presto

Lavinia Ziggiotto


LA RIVOLUZIONE DELLO SCONTRINO ELETTRONICO, SCOPRI COME FARTI TROVARE PRONTO!!

Una bella rivoluzione lo so, immagino anche che ogni commerciante sarà nel panico da oggi perché è ufficiale, dal 1° gennaio 2020 diventerà obbligatorio.

Sai perché sarà introdotto? 

Perché così l’Agenzia delle Entrate ti controlla meglio.

Ora se sei un commerciante sai che sei già obbligato ad emettere lo scontrino fiscale, non ti resta che adeguare il registratore di cassa e il blocchetto delle ricevute fiscali.
Il tuo nuovo registratore dovrà essere telematico, questo significa che memorizza gli scontrini e a fine serata, in chiusura, verranno trasmessi all’Agenzia delle Entrate.

Cosa lascerai al tuo cliente? 

Nulla, a meno che non ti venga chiesto, allora rilascerai un documento commerciale, non valido quindi ai fini fiscali, per eventuali resi e garanzie.

Chi paga tutto questo?

Ieri un cliente mi ha detto: “Visto che è lo Stato a decidere che devo cambiare registratore, la spesa la paghi lui!”

E’ stato previsto un credito d’imposta come contributo per l’acquisto del nuovo registratore di cassa, pari al 50% della spesa sostenuta e comunque non superiore ad euro 250,00, mentre se decidi di adattare quello che hai già, il contributo è pari a 50,00 euro.

Tale contributo lo potrai usare in compensazione con il pagamento di altre scadenze, a decorrere già dalla prima liquidazione successiva al mese in cui è stata registrata la fattura.

Contattami se vuoi avere maggiori informazioni, sono a tua disposizione per spiegarti al meglio la nuova situazione.
PS: il decreto legislativo è il n. 127 del 5 agosto 2015, era già stato introdotto a luglio 2019, ma era relativo solo alle imprese che superavano i 400.000 euro di volume d’affari.
PPS: NON sei obbligato a emettere lo scontrino elettronico se fai parte di quelle attività esonerate alla certificazione dei corrispettivi
Lavinia Ziggiotto

COME POSSO FATTURARE UN CAMPIONE GRATUITO?

Premessa

L’obiettivo che devi avere nel momento in cui cedi gratuitamente un prodotto da te realizzato, è l’incremento delle vendite, pertanto ciò dovrà avere finalità promozionale e di propaganda. 
Nulla a che vedere con il rafforzare l’immagine della tua azienda, inteso quindi dall’Agenzia delle Entrate come cessione di un omaggio. Tale sottile differenza a livello fiscale è importante, due discipline diverse ai fini dell’iva e delle tasse.

Come fatturare il campione gratuito?

Il campione gratuito, per le finalità di cui in premessa, è escluso dal campo dell’applicazione IVA ai sensi dell’art. 2, comma 3 lett. d) DPR 633/72, se ricorrono le seguenti 3 condizioni: 

1. I campioni devono avere un modico valore
2. Devono formare oggetto dell’attività imprenditoriale
3. Devono essere contrassegnati

COSA SI INTENDE PER MODICO VALORE?

Partendo dal fatto che il concetto di modico valore a mio parere è molto soggettivo, le indicazioni che l’amministrazione finanziaria ha fornito, è che occorre fare riferimento al concetto di prezzo unitario dell’articolo.
Non per questo il prodotto che cedete deve essere di qualità inferiore rispetto a quelli commercializzati dall’azienda.
Nel caso di cessione di una molteplicità di campioni, si deve far riferimento al singolo bene ceduto a condizione che i destinatari siano diversi. 

BENI OGGETTO DELL’ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE

Per il fatto che la cessione dei campioni gratuiti, deve avere come scopo principale l’incremento delle vendite, tali prodotti devono essere “beni merce” dell’azienda.
Ricollegandomi alla premessa, nel caso in cui voglio invece rafforzare l’immagine della mia azienda, ad esempio a Natale con gli omaggi, tali beni non saranno visti come cessione di campioni gratuiti, ma bensì come omaggi, pertanto rientreranno nella disciplina delle spese di rappresentanza. 

COME POSSO CONTRASSEGNARE I CAMPIONI? 

Non è ammesso l’applicazione di una etichetta adesiva, bensì su ciascun prodotto deve essere apposto in maniera indelebile un apposito contrassegno tramite perforazione, marcatura visibile o qualsiasi altro procedimento idoneo a contraddistinguere il prodotto. 

L’invio dei campioni essendo un’operazione esclusa da campo dell’applicazione IVA, non ha l’obbligo di emissione del DDT e pertanto nemmeno dell’emissione della fattura.
Tuttavia consiglio, per una migliore gestione amministrativa e soprattutto per una prova con l’amministrazione finanziaria in caso di controllo, di emettere sia il DDT che la fattura.
Nella descrizione sarà sufficiente indicare “cessione di campioni gratuiti – operazione fuori campo iva ai sensi dell’art. 2 comma 3, lett. d) DPR 633/72”.

FATTURA N. 1 DEL 20/09/2019 € 0,00
Cessione di campioni gratuiti
Operazione fuori campo iva ai sensi dell’art. 2 comma 3 lett. d) DPR 633/72

A presto

Lavinia Ziggiotto